Nuovi strumenti economici per l'Europa?

Europa
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte torna con determinazione a parlare dell'economia europea e la connotazione politica di livello internazionale non può passare inosservata. Gli strumenti economici e finanziari saranno l’oggetto della futura mediazione in Europa e di trattative serrate, stringenti e dure. L’ordinario è stato messo difronte a realtà che ne ha evidenziano i limiti. Nella consuetudine della vita e delle abitudini i limiti e le criticità si notano più difficilmente. Gli eventi straordinari svolgono la funzione di lente di ingrandimento, scoprono le carte a volte strappandole di mano. La pandemia dovuta al covid-19 lo ha fatto. L’Unione Europea non è esente dalle ricadute economiche indotte dal virus: strumenti finanziari come il Mes ed idee di stabilità austera come il rapporto deficit pil si dimostrano strumenti inadatti per le nuove realtà. Come una chiave del nove per svitare un bullone del tredici.

Le economie sono sempre più interdipendenti tra di loro con la conseguenza che le ripercussioni si possono estendere da uno stat all'altro con molta facilità.

I vecchi metodi e strumenti forse non sono del tutto obsoleti ma sicuramente non sono adatti ad una crisi economica ed umana storica ed eccezionale per frequenza. C’è la necessità di affiancarli con forme di aiuto economico più efficaci e meno vincolanti per gli stati che ne facessero richiesta, altrimenti la geografia economica dell’Unione ne uscirebbe talmente segmentata, frastagliata, disomogenea da rischiare di essere composta da aree tra loro poco o per nulla compatibili.

Le abitudini sono difficili da cambiare e gli interessi ancora di più, sopratutto se c’è un’abitudine a certi interessi, ma il momento di alzare lo sguardo e guardare avanti è ora. Se gli stati europei non riescono a cambiare alcune regole del loro stare insieme, migliorandole in questa fase storica, dubito che riusciranno a farlo successivamente.

Questo è il momento di discutere tutto, con la finalità di trovare non solo una soluzione alla straordinarietà della situazione contingente, ma gettare anche uno sguardo al futuro. Immaginare e pensare modi strutturali per fornire alle diverse economie degli stati, o ai diversi settori economici, strumenti dinamici e flessibili affinché le aree in sofferenza possano risollevarsi e ripartire. Un controllo di trazione economico che consenta di ripristinare l’armoniosità dello sviluppo quando è necessario.

L'obiettivo dovrebbe essere quello di rendere il più possibile omogenee le aree economiche e garantirne uno sviluppo equilibrato con vantaggi redistribuiti. Sono da ricercare forme di simbiosi mutualistiche, per evitare forme di parassitismo che entrano in competizione tra di loro, ammesso che non lo siano già ora. Occorre comprendere che serve una condivisone di egoismi affinché si raggiungano vantaggi reciproci. L'altruismo è solo l'altra faccia della medaglia.

Qualcuno forse dovrà rinunciare a qualche vantaggio nel breve periodo, ma questa è probabilmente l’ultima spiaggia. La prossima pandemia sarà troppo lontana nel tempo. La costruzione di un'Europa più efficiente dovrebbe iniziare ora, anche se il condizionale è d'obbligo.

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