Coronavirus e aria condizionata

Ristorante Guangzhou

Uno studio, riportato dalla CDC ed effettuato in Cina, su di un focolaio di infezione ha evidenziato come il flussi intensi di aria condizionata possano essere vettori di goccioline più piccole infette anche per distanze superiori a un metro. Nello specifico in un ristorante
 senza finestre di Guangzhou i membri di tre famiglie diverse che avevano preso posizione su tavoli in linea con il flusso d'aria del condizionatore hanno contratto il virus.

Sebbene la ricerca non possa fornire certezze assolute i maggiori sospetti ricadono sui flussi dei condizionatori, perché le tempistiche di infezione suggeriscono che almeno un membro delle famiglie abbia contratto il virus durante la consumazione dei pasti al ristorante. Alcuni dubbi ci sono sugli altri membri della famiglia che potrebbero averlo contratto dal primo familiare in tempi successivi.

Sarebbe la posizione dei tavoli e dello splitter del condizionatore a suggerire le dinamiche infettive del cluster, con la propagazione dell'aria che va dal tavolo C al tavolo A fino al tavolo B per tornare indietro dopo il contrasto con la parete.

Dallo studio si possono ricavare preziose indicazioni in merito alle riaperture, sia per quanto riguarda la disposizione dei tavoli e delle aree di attesa all'interno di ristornanti ed esercizi commerciali, sia per stabilire le caratteristiche di idoneità di determinati luoghi.

Le aree aperte per esempio (parchi, spiagge) potrebbero beneficiare di determinati vantaggi fatte salve naturalmente le precauzioni in merito alle distanze da tenere. La presenza di finestre che permettono la possibilità di areazione esterna dei locali potrebbe essere un altro fattore da tenere in considerazione, naturalmente in relazione a metratura, numero e ampiezza delle finestre stesse.

Commenti

Post più popolari