Complottoidi: quando sembra un complotto, ma è solo evoluzione cieca


Complottoidi


Quando sembra un complotto, ma è solo evoluzione cieca

Oggi sembra che ovunque ci sia una regia occulta. “Loro” vogliono controllarci, impoverirci, dividerci, vaccinarci o spiarci. Le teorie del complotto si moltiplicano con velocità impressionante, alimentate da social, podcast e una comprensibile diffidenza verso il potere. Eppure, quasi sempre, quello che appare come un piano machiavellico perfetto è in realtà qualcosa di molto più banale e inquietante: un complottoide.
Ho preso in prestito il termine da Richard Dawkins e dalla sua distinzione tra “design” e “designoid” (progetto e progettoide). Un designoid è qualcosa che sembra progettato da un ingegnere geniale, ma in realtà è il risultato cumulativo, imperfetto e pieno di difetti della selezione naturale. Allo stesso modo, un complottoide è un fenomeno sociale che sembra orchestrato da una volontà unica e malevola, ma emerge invece dalla coincidenza casuale di migliaia di interessi individuali razionali (o egoistici), senza alcun coordinamento centrale.I complottoidi rivelano la loro natura proprio nei “difetti di progettazione”: incoerenze, inefficienze, attori che lavorano uno contro l’altro, fughe di notizie e percorsi tortuosi. Proprio come la natura non crea sistemi perfetti, la società produce raramente cospirazioni impeccabili.Esempi di complottoidi1. La crisi finanziaria del 2008
Sembra il complotto perfetto: banchieri e grandi capitali si sono messi d’accordo per arricchirsi sulla pelle della gente comune, speculando sui mutui subprime e salvandosi poi con i soldi dei contribuenti.
In realtà fu un classico complottoide. Milioni di scelte individuali si allinearono casualmente:
  • I broker vendevano mutui rischiosi per incassare bonus immediati.
  • Le banche li impacchettavano in prodotti complessi perché le agenzie di rating (pagate da loro) li giudicavano sicuri.
  • Gli investitori li compravano per i rendimenti alti in un’epoca di tassi bassi.
  • I politici allentavano i regolamenti per favorire il “sogno americano” e guadagnare consenso.
I difetti rivelatori: nessuno ha nascosto davvero i rischi (erano discussi pubblicamente), gli stessi “complici” si sono massacrati tra loro (Lehman fallì, tanti banchieri persero il posto), il salvataggio fu caotico e litigioso. Non un piano freddo ed efficiente, ma un’emergenza emersa da incentivi distorti. Le stesse dinamiche si ripetono oggi con altre bolle.
2. La polarizzazione estrema sui social media
Sembra un piano diabolico: Zuckerberg, Musk, i governi e i “deep state” ci dividono apposta per controllarci meglio attraverso algoritmi progettati per farci odiare.
Invece è l’emersione caotica di interessi separati:
  • Le piattaforme massimizzano il tempo di permanenza vendendo pubblicità (e la rabbia genera più engagement).
  • Influencer e politici estremi producono contenuti estremi per like, follower e donazioni.
  • Gli utenti condividono post arrabbiati perché dà soddisfazione immediata.
  • I media tradizionali rincorrono il traffico perso.
I difetti rivelatori: le piattaforme competono ferocemente tra loro e cambiano algoritmo continuamente; gli stessi “burattinai” ne soffrono (perdita di fiducia, dipendenti stressati, inchieste); la polarizzazione esisteva anche prima dei social. Nessuno ha deciso “dividiamoli per dominarli”. È successo perché ogni attore perseguiva il proprio tornaconto.3. Le teorie del complotto sul Covid-19
Sembrava tutto orchestrato: virus creato in laboratorio come arma, vaccini per controllarci con microchip o ridurre la popolazione, lockdown per imporre un Grande Reset autoritario.
Anche qui un complottoide:
  • I laboratori facevano ricerca sul gain-of-function perché finanziata e prestigiosa.
  • Le aziende farmaceutiche correvano per i vaccini grazie a contratti miliardari.
  • I governi imponevano restrizioni per evitare collassi sanitari e giudizi pubblici.
  • I media amplificavano allarmi per audience.
  • Esperti e influencer radicalizzavano le posizioni per visibilità e carriera.
I difetti rivelatori: incoerenze continue (mascherine sì/no, vaccini fermano il contagio o solo la gravità), litigi tra “complici” (scontri su brevetti, export, dati), fughe di email e documenti interni, errori marchiani come la sottovalutazione iniziale della trasmissione aerea. Un piano vero non sarebbe stato così disordinato e autolesionista.ConclusioneRichard Dawkins, nel suo celebre esempio del nervo laringeo ricorrente della giraffa, ci offre la metafora perfetta. In un pesce antenato, senza collo, il nervo partiva dal cervello e raggiungeva direttamente le branchie, passando vicino al cuore. Quando, nel corso di milioni di anni, gli animali svilupparono un collo, il nervo non fu “riprogettato” da zero: si allungò progressivamente, scendendo fino al torace, girando intorno all’arco aortico e risalendo per diversi metri fino alla laringe. Nella giraffa adulta questo percorso assurdo può superare i quattro metri e mezzo: un detour ridicolo, inefficiente, pieno di rischi inutili. Nessun ingegnere razionale lo avrebbe mai progettato così. Eppure funziona. È un designoid – un “progettoide” – il prodotto cumulativo, cieco e imperfetto della selezione naturale, non di un disegno intelligente.Allo stesso modo, i complottoidi che popolano il nostro mondo sociale non sono l’opera di una mente malvagia centrale, ma l’accumulo di scelte individuali razionali (o egoistiche) che si sommano nel tempo. Come il nervo della giraffa, sembrano orchestrati, ma rivelano la loro natura emergente proprio nei difetti: incoerenze, sprechi, attori che si sabotano a vicenda, percorsi tortuosi e inutilmente rischiosi.Dobbiamo liberarci dalla paura ossessiva dei complotti perfetti. Ma dobbiamo anche smettere di sottovalutare questi progettoidi sociali. Perché, lasciati crescere senza correzioni, possono dilatarsi a dismisura, esattamente come quel nervo che in una giraffa di sei metri diventa un groviglio inefficiente e vulnerabile. Una bolla finanziaria che nessuno voleva davvero, una polarizzazione che nessuno ha pianificato, una risposta pandemica caotica fatta di buoni propositi e incentivi distorti: tutti sistemi che producono danni enormi proprio perché nessuno li controlla davvero.Riconoscere un complottoide per ciò che è – un’emergenza di incentivi mal allineati, non un piano diabolico – è il primo passo per prevenirlo. Non serve smascherare burattinai immaginari. Serve invece aggiustare le regole del gioco: allineare meglio bonus, reputazioni, responsabilità e interessi individuali con il bene collettivo. Solo così possiamo evitare che i nostri “nervi sociali” diventino grovigli sempre più lunghi, inutili e pericolosi.Il mondo non è governato da cospiratori geniali. È governato da evoluzione cieca – biologica e culturale. Capirlo non ci rende impotenti: ci rende finalmente capaci di intervenire con intelligenza.Bibliografia
  • Dawkins, Richard. Il gene egoista (The Selfish Gene), 1976.
  • Dawkins, Richard. L’orologiaio cieco (The Blind Watchmaker), 1986. (Qui Dawkins sviluppa in dettaglio il concetto di designoid e l’esempio del nervo laringeo ricorrente della giraffa).
Studi sulla polarizzazione (selezione):

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