Verso un'etica dalla scienza

Platone

Può esistere un'etica della scienza? Se sì possiamo organizzarla secondo principi fondanti che ne delineano la forma?

La domanda è molto complessa e la riflessione mi è venuta in questi giorni seguendo le notizie e le polemiche che si sono susseguite all'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk. La questione è quella relativa alla disinformazione che si fa largo nei social network e alla necessità di trovare un equilibrio tra libertà di espressione, verità e comunicazione scientifica. Le problematiche, infatti, non sono limitate all'aspetto comunicativo e informativo ma toccano in modo consistente un aspetto etico. Non è mia intenzione affrontare l'interezza del problema e indagare tutte le sfaccettature della questione, ma di evidenziare solo alcuni aspetti fondamentali.

Un'etica che deriva dalla scienza e sostenuta da questa non potrà avere la forma di una serie di precetti o indicazioni morali. Non si tratta di stabilire quale morale può scaturire dall'informazione e dalla realtà scientifica ma se, e in quali condizioni, la scienza può fornire i presupposti per compiere scelte individuali di carattere etico. Alla base, dovremmo chiederci, se i comportamenti etici possano sussistere facendo a meno, nel mondo moderno, di un'informazione scientifica accurata. Non possiamo escluderlo a priori ma nel mondo complesso di oggi la consapevolezza della scelta credo sia da considerare un presupposto etico di per sé e la scienza è il migliore strumento, in nostro possesso, per raggiungerla. Ogni scelta è tanto più consapevole quanto più è presa in condizioni di maggiore conoscenza oggettiva.

Le questioni specifiche sono sempre sul tavolo dall'aborto all'eutanasia alla bioingegneria e sono fonte di discussioni accese, ma la scelta presa nell'ignoranza ha maggiori probabilità non solo di essere sbagliata dal punto di vista egoistico ma anche dal punto di vista etico. La scienza intesa come insieme di conoscenze consolidate e migliorabili non è di per sé giusta o sbagliata ma fornisce agli individui le migliori condizioni per prendere le proprie decisioni. Da questo punto di vista fornisce una struttura etica di supporto all'individuo e alle società. La barbarie vive con più probabilità nell'ignoranza.

Questo evidenzia l'importanza dell'informazione e della formazione degli individui contrapposta alla disinformazione, la quale ha come obiettivo, non di rado politico, di mettere le persone in condizioni di prendere decisioni errate per se stessi e per gli altri o di non fare nessuna scelta e in sostanza non agire.

Anche l'indifferenza è infatti un comportamento che può essere definito non etico. La non azione difronte a ingiustizie, difronte alle guerre, difronte alle disgrazie, alle sfortune è un comportamento disgregante delle società, della cooperazione tra individui ed anche della cooperazione internazionale tra stati. La recente guerra in Ucraina ha reso evidente l'importanza della scelta necessaria alla basa di un'azione di aiuto o sostegno.

La formazione e l'informazione si basano sul metodo mentre la disinformazione si base sull'assenza di metodo, sul caos.  La seconda è più facile da perseguire e ha come obiettivo creare confusione, rendere le situazioni indecifrabili per spingere all'inazione o all'errore nelle proprie scelte.

La disinformazione ha quindi gioco facile senza controllo e mina le basi sociali della convivenza che possono sostenersi solo grazie a scelte individuali consapevoli.

Mettere uno studio scientifico al pari delle chiacchiere non è libertà di pensiero, è libertà di sciocchezze. Dare in pasto un'analisi scientifica a critiche superficiali, di nuovo e in continuazione, come se non fossero già state valutate ampiamente e scartate, non serve a corroborarla ma a renderla incomprensibile. Non è metodo è caos. Difronte a ciò che non si comprende le persone non prendono decisioni o prendono decisioni errate.

La conoscenza scientifica si configura come il miglior pilastro di sostegno per le società moderne complesse in quanto è veicolo di scelte etiche individuali con riflessi sociali, ma è sempre più in pericolo e sottoposta al rischio di essere logorata, erosa da informazioni eccessive, fuorvianti, contraddittorie.

La formazione individuale è invece un processo lungo e metodologico che richiede equilibrio, e ponderatezza.  La conoscenza ha il suo metodo per avvicinare la verità ed quello scientifico, l'etica ha un suo strumento per indurre certi comportamenti ed è la consapevolezza.  una piena consapevolezza non può essere scollegata dalla conoscenza prodotta con il metodo scientifico.


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