About me
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Febbraio
Sono nato a Grosseto
(1970) dove finisco per conseguire la maturità
scientifica nell'ormai lontano 1989. L'anno
successivo mi iscrivo all'università di Siena,
città dove ho vissuto per cinque anni. Con mia
sorpresa mi viene accordato di laurearmi con
una tesi di laurea particolare dal titolo
"Implicazioni e problemi connessi all'adozione
del concetto di complessità". Della fiducia
che mi fu accordata devo ringraziare il
Professor Roberto De Vita. La tesi, in
sociologia, non è venuta un gran che; forse
avrei potuto fare di meglio, comunque mi sento
di consigliare a tutti la bibliografia di
riferimento. Dopo l'università Dopo aver
raggiunto il tanto sospirato pezzo di carta
partecipo alle selezioni di tre master, ma
delle tre prove supero quella del corso che mi
interessava meno. Si innescano in questo modo
tutta una serie di processi che mi porteranno
qualche anno dopo a lavorare in un ente
pubblico: una camera di commercio. Ci passerò
quattro anni della mia vita con contratti a
tempo determinato e qualifica di dirigente.
(Ho in mente un libro su quest'esperienza) Ma
andiamo per ordine: il Master lo frequentai
All'Università Cesare Alfieri di Firenze. Era
un master sull'Europa unita. Politica,
economia e diritto. L'anno successivo per
guadagnare qualche soldo diedi ripetizioni di
sociologia attraverso un modem e internet: era
il 1998. Nel 1999 svolgo l'attività di agente
di commercio, ma mi accorgo che convincere
qualcuno a comprare qualcosa non rientra
proprio nella mia indole. Nel 2000 ecco quella
che pensavo fosse la svolta: il master mi
permette di vincere le selezioni per un
impiego da dirigente a tempo determinato. Ho
un contratto di due anni rinnovabile per altri
due. Se si esclude lo stipendio tutto il resto
è stata una delusione, ma l'argomento merita
un libro. Scrivere Ho iniziato a scrive
all'età di sedici, mese più mese meno, ma vi
risparmio gli appunti di fugaci riflessioni di
quel tempo e le pagine di taccuini e agende
che ho riempito, perché al momento le ritengo
scritti da cassetto, anzi da fondo
dell'armadio, considerato che si trovano
fisicamente sul fondo di un armadio. Il primo
romanzo che ho scritto e che ho ritenuto degno
di essere spedito a qualche editore è
strettamente collegato a una mia grande
passione: il tennis. L'esordio letterario è
quindi legato a doppio filo a questo strano
sport che si pratica con una racchetta, una
rete e un campo lungo circa 22 metri. Nel 1998
mi è stata pubblicata la poesia "Scriccioli"
sull’antologia del premio Marguerite Yourcenar,
ma non lo considero un vero e proprio esordio.
Il tennis Avrei voluto fare il tennista; di
quelli professionisti, ma mi mancava qualcosa
evidentemente. Se si potessero mettere una
dietro l'altra le ore che ho trascorso a
guardare partite di tennis in televisione non
mi sorprenderei se il calcolo evidenziasse un
anno o di più a osservare due uomini che si
rimandano una pallina da una parte all'altra.
L'imprevedibilità di McEnroe, la consistenza
di Ivan Lendl, l'eleganza di Edberg, la
volontà immarscescibile di Jimmy Connors, i
soffici colpi di Gattone Mecir, l'impertubilità
di Borg, la potenza di Becker. la rapidità e
il ritmo schiacciante di Andrè Agassi. Non
posso citarli tutti. Non sono riuscito a fare
il tennista professionista: abbandonai
l'agonismo all'età di 14 anni e ripresi una
racchetta in mano con frequenza solo all'età
di trent'anni. Credo di non aver messo piede
in un campo da tennis per più di cinque anni.
Tra i ventiquattro e i trent'anni, appunto.
Nel 2002 riesco a superare la prova di gioco
con la qualifica di istruttore per il Ptr
(Professional tennis registry). Mi va molto
bene alla prova scritta (Professional). Un po'
meno bene alla prova dei drill, (aiuto
istruttuore) ma non si può avere tutto. Oggi
credo di aver scoperto quale era una delle
cose che mancava.
